Er Mozzichetto

Me pizzica, me mozzica, me devo da sfogà...

venerdì 5 febbraio 2010

L’inverno prosegue: l’Istituto di biometeorologia del Cnr prevede gelo

Che facesse freddo molti se ne erano resi conto, ma forse non tutti immaginavano che per il tepore primaverile ci fosse da attendere addirittura fino ad aprile. A dare la gelida novella è l’Istituto di biometereologia di Firenze del Consiglio nazionale delle ricerche, Ibimet-Cnr con uno studio che ha analizzato la fase climatica attuale e le previsioni febbraio-marzo 2010. Secondo il sistema di previsioni mensili e stagionali sviluppato dall’Istituto nel corso degli ultimi 3 anni, è prevista una intensa fase invernale che durerà fino a buona parte di marzo. Questo quadro di previsione, basato su indici climatici troposferici e oceanici, prevede anomalie negative della temperatura in quota per i prossimi due mesi.

I metereologi del Cnr affermano che “l’inverno di quest’anno è stato caratterizzato da ‘Minor Warming’ - cioè un’anomalia nella stratosfera - poco prima della metà di dicembre, che ha prodotto alcune fasi di blocco della circolazione nella troposfera zonale fino alla metà del mese di gennaio circa”. Questa anomalia ha causato, oltre alle ondate di intenso gelo su gran parte dell’Europa centro-settentrionale, dell’America e dell’Asia, anche il periodo nevoso sull’Italia prima di Natale.

Attualmente il vortice polare stratosferico risulterebbe estremamente indebolito e spostato verso il nord dell’Europa. I ricercatori dell’Ibimet-Cnr segnalano, infatti, “un Minor Warming durante l’ultima settimana di gennaio e una ‘Geoalert’ - ovvero il riscaldamento stratosferico di oltre trenta gradi centigradi in sette giorni - prevista nella prima settimana di febbraio”. In particolare, spiegano da Firenza, quest’ultima anomalia potrebbe sfociare nel grado di ‘Major Warming’, “una irregolarità nella stratosfera con una inversione della circolazione atmosferica e la conseguente formazione di una struttura anticiclonica in prossimità del polo, dove normalmente risiede un vortice ciclonico”.

La nostra penisola potrebbe essere, quindi, interessata da discese di masse d’aria fredda sia di origine polare marittima che continentale a partire già dalla prossima settimana. Inizialmente queste dovrebbero essere di origine polare marittima e, probabilmente dopo i primi dieci giorni di febbraio, da masse d’aria ancora molto fredda e secca di origine siberiana. “Le anomalie stratosferiche osservate sono tali”, dicono dall’Ibimet, “da poter ipotizzare, sul nostro Paese, anormalità termiche negative con importanti discese di aria fredda non solo nel mese di febbraio, ma anche in quello di marzo”.

Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi due mesi, sono attesi i valori di anomalia termica tipici di questo tipo di eventi: circa -1 gradi centigradi sull’intero bimestre. Al momento il grosso della anomalia termica prevista sembra essere centrata sull’Europa orientale. Probabilmente, quindi, le regioni italiane più esposte saranno quelle centro–settentrionali e quelle adriatiche. Dall’Ibimet Giampiero Maracchi parla di una “copertura nuvolosa anomala nell’emisfero Nord del Pianeta” che potrebbe essere una delle spiegazioni per questa temperature. Il ricercatore dice che “lo stesso riscaldamento globale in certe situazioni può determinare anomalie della circolazione atmosferica”. A livello dell’emisfero nord “si è registrata una anomalia della nuvolosità”, conclude Maracchi. “In questo caso le nubi intercettano la radiazione solare e tendono a raffreddare la superficie del suolo, e questa è una interpretazione, seppur parziale, della persistenza del freddo”.

Francesca Lippi

mercoledì 3 febbraio 2010

Nuovi hobbies: autocostruirsi l'automobile scaricando i progetti da Internet

Tempo fa avevo scritto un articolo sulla casa autocostruita: lungi da essere una battuta scherzosa, era invece un argomento serissimo sulla sempre più frequente pratica di riunirsi in gruppi di lavoro anche per costruire una cosa come la propria casa, avendo contemporaneamente la sicurezza di avere effettivamente un'abitazione senza essere truffati, disporre di un mutuo per costruire contrattato in autonomia, risparmiare sulla mano d'opera.

Come abbonato al podcast del programma radiofonico NovaLab 24 di Radio 24, mi sono ascoltato il programma di ieri sull'hardware open source, argomento di cui avevo già sentito parlare ed avevo letto qualcosa, più che altro per ciò che riguarda l'informatica e le schede logiche. Mai avrei pensato che ci sarebbero stati progetti più grossi di un PC realizzati con un approccio simile.

Ma che cos'è l'open source?
Siamo abituati a collegare il termine open source coi software: generalmente, nella vulgata comune, con questo termine s'intendeno programmi per computer gratis e nati per l'ambiente Linux. Visione, questa, sbagliata e limitata, spesso non corrispondente al vero.

Per Open Source (letteralmente "sorgente aperto") s'intendeva originariamente quel software di cui venivano distribuiti anche i files sorgente con i listati originali del codice che aveva generato la distribuzione. Il motivo del perché fare una cosa del genere è quasi filosofico: se ho i sorgenti e voglio migliorare il software od adattarlo alle mie necessità posso farlo. Ovviamente quest'idea generava vantaggi e svantaggi, soprattutto di natura attributiva delle opere e diede origine a tutto quel vasto e complesso mondo che oggi viene appunto riunito sotto questa comune dizione. Un mondo basato su licenze pubbliche che permettono di legare il proprio nome e quello della propria azienda ad un progetto; un mondo che ha creato un suo particolarissimo sistema di bussiness, basato molto sul concetto di indotto, ma che ha avuto la capacità di far sorgere vere e proprie multinazionali.
Sì perché con l'Open Source ci si può guadagnare, ed anche parecchio, al punto che oggi nomi come Red Hat, Novell o Sun Microsystem è capace che li conoscono un po' tutti. Nell'Open Source hanno creduto grandi nomi come IBM, Apple e perfino Microsoft. Moltissimi siti internet del mondo si basano su piattaforme totalmente o parzialmente Open Source: dal CMS al Server alla posta elettronica. Per non parlare del browser con cui li visitiamo che sepre più spesso è FireFox.
Avvolte questi prodotti sono gratuiti perché ottengono guadagni in altro modo o perché il loro scopo è quello di creare indotto ed è l'indotto a farli sopravvivere apportando continui aggiornamenti. Un esempio sono proprio i CMS: possono sopravvivere di sole sovvenzioni e potenziarsi grazie al lavoro di quegli sviluppatori che poi si faranno pagare dai propri clienti per installarli e mantenerli.

...E l'hardware?
Da anni in Internet si discute sul fatto che la proprietà dei brevetti sulle invenzioni causa un aumento dei prezzi delle componenti informatiche: le continue battaglie legali che sorgono a livello internazionale ogni qualvolta che un nuovo prodotto viene immesso nel mercato sono il segno di un problema, che sfocia in una limitazione nella possibilità di ideare ed evolvere nuovi prodotti e nuove tecnologie svincolate dall'ottica del marchio, della major industriale.
Il mondo del software e di Internet in particolare insegna che non c'è necessità di avere paura di distribuire liberamente un'idea od un progetto: non solo non si rinuncia al bussiness, ma si crea innovazione, si spingono altre menti a trovare soluzioni per migliorare, si crea un melting pot di idee che conducono ad un prodotto più moderno, innovativo, potente ed adatto a risolvere problemi anche nella vita di tutti i giorni.
Si può fare qualcosa di simile con l'hardware, con l'oggetto fisico, solido? Qualcuno si è risposto di sì e pensando che in fin dei conti, gli oggetti nascono da dei progetti ed i progetti sono dei documenti (cartacei o digitali, non fa differenza), ha ben pensato di distribuire gratuitamente su Internet i progetti di alcune invenzioni.
La tendenza è stata tale che se inizialmente si è partiti con schede logiche come il progetto Arduino, e dopo un poco si arriva ai moduli componibili e ad un cellulare, ormai, con lo stesso principio sono distribuiti i progetti delle automobili.
Automobili filosoficamente corrette, s'intende, ecologiche, economiche, ecosostenibili ed open source!

Piccole ed ecologiche
Su internet si trovano due modelli: il primo, segnalato da NovaLab 24, è Riversimple, progetto americano per una minicar con motore ad idrogeno di ridottissime dimensioni. Non aspettatevi niente di che: è brutta, come la maggior parte di queste automobiline. Chi le progetta si focalizza sulla tecnologia e tralascia i fronzoli estetici. Parte dal presupposto che piccolo vuol dire economico perché composto da poco materiale. Concettualmente è anche vero e poi, visto il principio Open Source del progetto, a dargli una sistemata estetica, non ci vuole molto, basta solo volerlo e scrivere una bella e-mail (in inglese) e vedrete che anche questo tipo di apporto sarà gradito. Intanto è interessante vedere cosa sono riusciti a fare in due, appoggiandosi ad una community on-line. Perché è proprio il discorso community = soluzione che è fondamentale in questo tipo di progetti: si costituisce un progetto e poi si cerca di coinvolgere altri tramite Internet per poter apportare contributi per risolvere problemi. L'ingenere che vi da una dritta, il meccanico che vi lascia un consiglio, l'elettrauto che vi spiega lo schema di un impianto, il chimico che vi delucida sui processi per usare l'idrogeno come carburante. Tutti uniti insieme con uno scopo comune, partendo dalla folle idea estemporanea di due ragazzi americani.

Poi c'è l'approccio "scientifico", universitario, tipico di noi europei, che pregni di dottologia, subito mettiamo in mezzo i professoroni: ecco così l'altro progetto dal sapore meno fai-da-te, c,mm,n (si pronuncia "common", cioè "comune, frequente, ordinario" in inglese). Progetto nato da un consorzio di università olandesi che coinvolge studenti, scienziati, ricercatori e comuni internauti, usati però per avere feedbacks sulle scelte adottate: il risultato è una concept car elettrica delle dimensioni di una Smart, ma brutta pure lei (la Riversimple era brutta, ma la cosa aveva la giustificazione del modellino fatto in scratch... qui invece si vedono tutti gli stilemi delle due volumi emule della Renault Kangoo).

Vabbé, gli americani, ovviamente, non potevano venir meno ad uno dei dogmi fondamentali della loro cultura: ce piacciono grosse (le macchie! che avevate capito?)! Ecco quindi un progetto open source di automobile che però a realizzarla un po' si paga, circa 35.000 $: cifra giustificata dal fatto che è tutto fuorché ecologica ed è un mostruoso super fuoristrada da far concorrenza alla Cajenne. Si chiama Rally Fighter (auto sborona, nome sborone...) ed è progettata integralmente da una piccola azienda, la Local Motors.


Ed in Italia?
Ma credete davvero che dalle nostre parti si possa scaricare un piano costruttivo di un'auto ed assemblarla a casa seguendo un tutorial e poi circolarci? Ma fatemi il piacere!!! Non pensateci neanche!
E la motorizzazione? E l'inquinamento? E la sicurezza stradale? E la FIAT?
Che dite? Le prime due sono elettriche? C'avete ragione! E l'ENEL?
No. Da noi niente automobili open source... ma un mezzo di trasporto basato su questa nuova filosofia di distribuzione dei progetti c'è! Non ve l'aspettavate, eh?!
Nasce, ovviamente, dall'ambito accademico, frutto di una ricerca universitaria ed è la bicicletta ad acqua.

Che dite? Come che roba è?
No... no... non è 'na bici che se move con l'acqua così voi nun pedalate, brutti sfaticati che nun siete artro!
A vederla bene pare quello che sembra... cioè mi spiego, vorrei nobilitarvela, ma in sostanza si tratta di ciò che si vede in foto... un pedalò.
Vabbé dai... e non fate così... che centro io? Che v'aspettavate? Ringraziate er padreterno che questo ve offre er convento, no?
Ecologica, è ecologica, nun c'è dubbio... gas inquinanti non ne emette, a meno che non abbiate mangiato pesante, ma d'Estate, col caldo, non penso che vi cibiate di fagioli con le cotiche sulla spiaggia... poi fate vobis... complimenti se ci riuscite... che intestino portentoso il vostro.

In somma! Qui è una questione di principio! Ed il princio è che la The Open Waterbike, sebbene sia un pedalò monoposto, è un progetto per un mezzo di trasporto open source! E non insultate!!!

Vi lascio con un bel link, Harkopen, dove troverete tutti i progetti di hardware opensource che più vi pare e piace. Buona visione.


lunedì 25 gennaio 2010

Corri, corri, che migliori la memoria


Da Periodico Italiano

Chi va in palestra generalmente sorride quando ragazzoni muscolosi recitano la nota locuzione di Giovenale “mens sana in corpore sano”. Eppure uno studio condotto dal dipartimento di Psicologia sperimentale della University of Cambridge in collaborazione con il National Institute on Aging di Baltimora, conferma quanto asserito dal poeta romano - riportato, ovviamente, dai giovani nerboruti di cui sopra. La ricerca, apparsa fra le pagine dell’importante rivista scientifica ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, il giornale della United States National Academy of Sciences, aveva come scopo quello di comprendere in che modo l’attività fisica migliorasse la funzionalità cerebrale.

Dai risultati emerge che gli sport che fanno aumentare il battito cardiaco, quindi quelli aerobici come la corsa, incrementano il numero di nuove cellule cerebrali con il conseguente incremento di memoria nei soggetti studiati.

La ricerca è stata eseguita su due gruppi di cavie in laboratorio durante un periodo di 105 giorni, ma l’equipe di Cambridge pensa che i risultati dello studio possano essere validi anche per gli esseri umani. Durante il periodo di osservazione, un primo gruppo di topi poteva esercitarsi senza limiti su una ruota, correndo in media per più di 20 chilometri al giorno. Il secondo, invece, non faceva attività fisica. Alla fine del periodo di 105 giorni, entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad un test per verificarne la memoria. Veniva mostrata loro una scatola da cui usciva cibo se toccata, dopo di che la scatola veniva allontanata e confusa con altre. I topi “corridori” erano in grado di conservare in maniera efficace il ricordo, a differenza di quelli maggiormente passivi. Timothy Bussey della Cambridge University spiega che, ovviamente, “anche i topi inattivi avevano capacità di ricordare, ma quelli sportivi erano molto più abili nel distinguere tra ricordi simili, il che rendeva la loro memoria più fine”. Come dimostrato dallo studio anglosassone, questo particolare aspetto della memoria viene migliorato dall’attività fisica. “L’equivalente nell’uomo potrebbe essere dover ricordare dove si è parcheggiata la propria auto non solo oggi ma in due diversi giorni della settimana precedente. Diventa difficile distinguere i ricordi quando gli eventi sono simili”, aggiunge Bussey. Alla fine dell’esperimento, i topi che correvano sulla ruota avevano, poi, un numero di nuove cellule cerebrali più che doppio rispetto ai topi inattivi. I test sulle cavie hanno dimostrato, quindi, che un’intensa e regolare attività aerobica è in grado di potenziare le capacità cerebrali favorendo la costruzione di nuove cellule nella ‘circonvoluzione dentata’, una regione dell’ippocampo di cui si conoscono da tempo i legami con la memoria e l’apprendimento nonché con il suo indebolimento che ha inizio già verso i 30 anni di età.

Francesca Lippi

mercoledì 20 gennaio 2010

Mal’aria 2010: il dossier Legambiente punta il dito sulle fabbriche

Da Periodico Italiano

La più diffusa associazione ambientalista italiana snocciola gli inquietanti numeri dell’inquinamento cittadino ed organizza una campagna per la prevenzione dei danni alla salute dovuti alle emissioni nocive a difesa del diritto, per i nostri polmoni, di respirare aria pulita.

“Per molti di noi l’emergenza smog è una realtà quotidiana” affermano da Legambiente. Nel traffico cittadino le “marmitte sputano monossido di carbonio, piombo, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, polveri sottili”. Niente di nuovo sotto la ‘cappa’ che incombe sui centri urbani. L’associazione, però, sottolinea quanto il problema si acuisca in alcune aree specifiche del nostro Paese se si aggiungono ulteriori composti chimici, tossici, e in alcuni casi cancerogeni, emessi da fonti industriali.

“Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini”, si legge in ‘Mal’aria di Città 2010’ il Rapporto dai risultati allarmanti stilato da Legambiente. Ben 57 città su 88 superano il limite previsto dalla legge. Quali sono i centri abitati dove si respira l’aria più pesante? La maglia nera va sicuramente a Napoli con i suoi 156 superamenti del limite medio giornaliero di 50 microgrami per metro cubo. Seguono Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). Non male anche Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). Dobbiamo preoccuparci? Pare proprio di sì poiché siamo di fronte a “valori molto elevati se pensiamo che per legge sono consentiti al massimo 35 giorni di superamento all’anno” spiegano da Legambiente.

Il problema, ovviamente, non si ferma solo alle polveri. Anche l’ozono nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record, se si calcola che dal 1 gennaio 2010 entra in vigore il limite per la protezione della salute umana con un tetto di 120 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno. Sembrerebbe infatti che 32 delle 50 città monitorate non rispettino questo limite e che ben otto centri della Pianura Padana si posizionino tra i primi dieci per superamenti del valore di legge. “Sono molte le fonti di emissione che quotidianamente riversano nell’aria grandi quantità di sostanze inquinanti”, si legge nel documento che indica le fabbriche come prime indiziate. Le principali cause di inquinamento atmosferico, infatti, sono rappresentate proprio dal settore industriale e della produzione di energia “responsabili del 26% delle emissioni di Pm10 [ovvero il materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche], del 23% di NO2 [il perossido di azoto ipoazotide], 79% di SOx [dovuto alle emissioni delle navi] e 34% di idrocarburi policiclici aromatici rispetto al totale nazionale”.
A questo cocktail velenoso deve aggiungersi il contributo dei trasporti, soprattutto quello su strada che concorre “per il 22% alle emissioni totali di Pm10, 50% di NO2 e il 45% di CO e il 55% del benzene rispetto al totale nazionale”.
Il panorama dipinto da Legambiente è preoccupante per quel poco che si riesce a percepire dietro la foschia. Possibile, però, che non ci siano soluzioni per bonificare la Mal’aria di città? Sembra di sì e le ricette sono illustrate nel Rapporto che ci spiega che abbiamo “almeno due interventi che si possono fare senza il bisogno di impegnare ingenti risorse economiche”. Innanzitutto è necessario “assicurare al trasporto pubblico di superficie la possibilità di una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali” con la conseguente sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. A questo andrebbe aggiunta l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate al fine di ridimensionare gli ingorghi, regolare il regime del traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico e ridurre le emissioni inquinanti. Sembrerebbero due consigli semplici da attuare se non si trattasse “di superare le obiezioni politiche”, concludono da Legambiente, “e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso (lo spazio urbano) che fino a oggi è stato ‘offerto’ gratuitamente agli automobilisti”.

Francesca Lippi

martedì 19 gennaio 2010

Craxi: strampalerie politiche e strampalerie sociali

Sinceramente non mi piace parlare di politica, perché è un po' come la religione: ognuno c'ha la sua ed ognuno crede di avere l'assoluta conoscenza della verità.
Dopo un solo anno di Filosofia all'Università "La Sapienza" di Roma compresi alcune verità fondamentali per la mia vita (non per la vita degli altri... e che cavolo! S'arrangiassero un po' per conto loro gli altri!!!):
  1. Nessuno ha l'assoluta conoscenza della verità;
  2. Non esiste una sola verità;
  3. La morale dipende dalla società e dall'epoca in cui si vive;
  4. L'Università non faceva per me... meglio lavorare...
Compresi questi assoluti filosofici e stabilito che avrei fatto meglio a far risparmiare ai miei genitori i soldi delle tasse universitarie, mi sono avvicinato al mondo del lavoro e dopo qualche tribolazione, qualche sfruttamento, il giusto numero di lavori non pagati, mal pagati e mal amministrati, dopo i giusti interrogativi sulla crudeltà degli impiegati comunali, provinciali, regionali, statali e parastatali, sull'assicuratore e sul direttore della banca (categorie lavorative tutte accomunabili ai gestori di club sado-maso) mi porsi alcuni giusti dubbi su quanto siamo normali noi italiani.

Come dice er sor Tonino, "che c'azzecca co' Cracsi"? Bella domanda: tutto e niente.

Dieci anni fa morì questo signore, tale Benedetto, detto Bettino, Craxi: vista la mia giovane età ne so relativamente poco. Come lettore della storia italiana tramite l'opera di Montanelli, ne so quasi solo i mali e, ma solo tra le righe, qualche bene. So che ha fatto cose giuste, cose sbagliate e cose opinabili. Il cognome con la "x" non è cosa strana (Nino Bixio pure la teneva...); la mania tutta sessantottina di usare per nome di battaglia un altro nome proprio, di carbonara memoria, non è cosa curiosa (Marco Pannella all'anagrafe fa di nome Giacinto... e non malignate!).

Era un politico, fu per una volta Presidente del Consiglio e prima di D'Alema fu il capo del governo più a sinistra che abbiamo avuto in questo paese. Fece la voce grossa durante la crisi della nave Achille Lauro con gli Americani di Reagan. Fu l'unico a fare la voce grossa con gli Americani in tutta la storia della Repubblica. Ci diede (oppure la diede al suo proprietario, dipende dalle interpretazione) una serie di canali TV a copertura nazionali privati come avviene in molte altre nazioni del mondo (come piccolo estimatore di cartoni animati, ringrazio). Venne dimostrano in un tribunale che s'intasco una parte dei soldi che intascava di straforo per il PSI e non ci pagava sopra le tasse.

Vabbé... ha rubato, ma se proprio vogliamo dirla tutta non ha rubato più degli altri, non ha pagato le tasse, ma francamente 'sta storia dell'evasione è una mezza bufala se si tiene conto che l'Agenzia delle Entrate concede ad alcune società di pagare le tasse con anni di ritardo (provateci voi a pagare le tasse in ritardo di più di tre mesi!!!): me dovrebbero spiegà perché le squadre di serie A con i miliardi di euro che macinano possono avere dilazioni anche di 7 anni...

In somma, Craxi intascò e poi scappò e morì in Tunisia dopo anni di auto-esilio; venne condannato in contumacia ed oggi viene additato da quasi tutti come il demonio che portò alla rovina l'Italia.

Al di là che non rubò più di altri, c'è da dire che di quest'uomo si parla peggio che se avesse commesso una strage: francamente non mi risulta che abbia mai ammazzato nessuno eppure lo si tratta peggio di mafiosi che hanno sulla coscienza decine di morti.

Oggi in Senato ne commemorano la morte. Curioso il comportamento del IDV che oggi ha deposto una corona di fiori sulla tomba di Giuseppe Alfano: giustissimo gesto, sempre e comunque, e liberissimi di criticare la scelta del Governo e di Schifani (anche a me sembra comunque un po' azzardato fare una cosa del genere, ma ormai la classe politca si è abituata a distrarci con queste ideone da rotocalco scandalistico... Amen...), ma anche Tonino e compagni mi sembrano un po' esagerati: con il loro gesto e con quanto dicono paragonano Craxi a Giuseppe Gullotti, l'Avvocaticchio, boss della Mafia che fece ammazzare il povero Peppe Alfano. Ma il primo, a differenza del secondo, non ha fatto esplodere tre colpi di pistola contro un giornalista, ne ha mai ammazzato con le sue mani nessuno. S'è intascato soldi pubblici... non è però come commettere una omicidio o una strage.

In fin dei conti noi italiani lo sappiamo bene cosa si fa coi soldi pubblici, lecitamente ed illecitamente, e francamente anche la gestione lecita di quel denaro è schifosa quanto rubarselo senza troppi problemi. La nostra burocrazia non la dobbiamo solo a Craxi, ma a tutti i politici, compresi gli ultimi arrivati (Prodi, Berlusconi, D'Alema e gregari), che hanno governato l'Italia: la classe politica repubblicana ha risolto per decenni i problemi di disoccupazione nazionali con assunzioni nel comparto pubblico ed oggi ci troviamo con una massa impressionante di stipendi da dover pagare a personale che di fatto sta lì per creare ritardi, problemi e muri burocratici di ogni sorta (simbolo del loro personale potere sui comuni mortali). Ad essi lo Stato aggiunge i cassaintegrati, i pensionati ed i super-dirigenti.

I primi sono il frutto di un bel compromesso tra sindacati e datori di lavoro col beneplacido politico; i secondi prima o poi i soldi che hanno lasciato in trent'anni in deposito per quando sarebbero diventati vecchi li vogliono pure rivedere (sono soldi loro ed hanno ragione); i terzi si potrebbe pure pagarli 2.000 i 3.ooo euro al mese, tanto di più non valgono, ed invece vengono strapagati.

Ecco... Craxi era tra quelli che si è rubato i soldi che dovevano finanziare i partiti politici; altri hanno intascato somme analoghe da nazioni estere formalmente nemiche della nostra patria e quindi erano dei traditori; altri ancora hanno fatto la cresta su i lavori pubblici che facevano realizzare. Il nepotismo si sprecò e gli sfruttamenti anche: eppure questi ultimi due mali esistono ancora oggi e nessuno dice niente. Neanche Tonino dice molto in tal proposito.

A dire il vero, Tonino, preferirei che, invece di occuparti di quanto sia immorale commemorare Craxi, anziché osannare chi lancia oggetti contro il Presidente del Consiglio, ti occupassi un po' di più di chi e come s'incassa i soldi pubblici... magari iniziando dall'ambiente da cui provieni, la Magistratura, visto che non credo proprio che il Terzo Potere sia immune dai mali dell'Italia per un motivo mi pare inconfutabile: i magistrati sono esseri umani e, per giunta, sono esseri umani italiani.
Immagino il fancazzismo, l'assenteismo, il nepotismo, l'ignoranza nella materia del contendere e la sempre più bislacca idea che l'opinione personale di un giudice sia prova dibattimentale.
In fin dei conti cos'è un magistrato? Un impiegato pubblico pure lui...

C'è un bel film con Alberto Sordi protagonista che s'intitola Tutti dentro: Sordi interpreta il giudice Salvemini, un Pubblico Ministero integerrimo, giovane e rampante, che si occupa di una delicata e scabrossa faccenda di tangenti su forniture petrolifere all'Italia. Per levarselo dai piedi, chi manovra tutta la vicenda, avversario od avversari invisibili, decidono di creare una situazione in cui lo stesso PM diventa facilmente accusabile di accettare bustarelle. Il film, come tutti quelli che Sordi girò da regista, di forte critica sociale, ha un finale amaro, ma non tragico, forse perché la vita reale non sempre è tragica, ma spesso è amara.
Ecco tra i giudici di oggi, non mi pare ci sia nessun Salvemini. Forse tra i giudici in Parlamento si dovrebbe tener contro anche di questo quando si da spettacolo.

domenica 3 gennaio 2010

Addio alle aragoste fresche: un processo ad un ristoratore per averle tenute vive su ghiaccio


Italia da vertigini:
E non saprei come altrimenti definire quello che provo a leggere questa notizia dopo avuto conoscenza delle mille irregolarità, lavori in nero e quanto altro, che stanno impunemente, almeno così parrebbe, massacrando tra gli altri il distretto industriale di Prato.
Siamo il Paese di mille ingiustizie, del lavoro insicuro, delle mille truffe bancarie legalizzate, delle lobby, dei cartelli, dei mille soprusi noti, notissimi e risaputi verso i quali infine desidereremmo dalle istituzioni un minimo di consapevole rimedio. Ed invece si disquisisce apparentemente sul sesso dgli angeli o quasi. Una ratio c'è? Temo di si

Per questo la vertigine, perché davvero non saprei come valutare sta notizia colorata di assurdo, notizia e fatto che avrà di certo una sua ratio che mi sfugge. L'articolo non specifica se siamo di fronte alla violazione di una norma esistente o a cosa stiamo assistendo : sembra a prima vista che il risultato potrebbe esser la fine delle aragoste pescate dai piccoli pescatori a favore.. della grande industria.. ma Marista è una mal pensante sull'onda del detto andreottiano: " a pensare male si fa peccato, ma..."

I Fatti dal TgCom

Milano: un ristoratore , come tanti fanno, espone astici vivi ( aragosta ) in sala da pranzo. Sappiamo tutti che purtroppo da sempre le aragoste vanno cotte vive e per questo si usa trasportarle e poi conservarle con ghiaccio, fa impressione a molti, non dico sia certamente "bene" farlo, immagino che gli animalisti se ne siano occupati e se ne occuperanno, ma non mi sarei aspettata un processo con tutti i costi che comporta e con la giustizia ingolfata. Ma così è e non si discute, registriamo il fatto, questo ancora si può fare , dal TG com

"A decidere di mandare a processo i due titolari di un noto ristorante nelle vicinanze del Duomo è stato il pm Giulio Benedetti, magistrato specializzato, tra l'altro, nei reati che riguardano il settore degli alimenti.

Nel decreto di citazione a giudizio il magistrato ha contestato, oltre al non aver conservato e congelato in modo corretto alcuni alimenti tra cui qualche forma di pane casereccio, il maltrattamento di animali,

dove gli animali chiamati in causa sono i cugini più pregiati, secondo i buongustai, delle aragoste: li ha tenuti "vivi a diretto contatto con il ghiaccio - recita il capo di imputazione - e con tale condotta, senza necessità", li ha sottoposti a "sevizie" e "a comportamenti e a fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche".

Fatti, per il pm, aggravati in quanto da tale comportamento "derivava la morte degli astici".

A scoprire i crostacei vivi e sistemati sul ghiaccio, all'interno di un apposito banco espositore di prodotti ittici, erano stati i Nas il 20 novembre 2007 durante un controllo di routine.

Controllo che ha però messo nei guai il ristoratore, convinto che quello fosse il modo giusto per conservarli e che, in base ai dettami dei piu' rinomati manuali culinari, dovessero essere bolliti ancora vivi.

La difesa dei due ristoratori: "Sosterremo - ha spiegato il legale - che il ghiaccio ha due funzioni: non solo quella di conservare ma anche quello di anestetizzare e, quindi, ammesso che gli astici siano in grado di percepire la sofferenza, di lenirla"."

sabato 2 gennaio 2010

Pasqua 2036: il cielo ci tira uno scherzetto ed i Compagni della Roskosmos ci vogliono salvare tutti...


Cominciamo subito bene!
Oltre al bollettino che potete leggere in un mio commento al post di Capodanno, ci si aggiunge la tragica vicenda delle oltre 70 persone assassinate in Pakistan ieri, soprattutto anziani e bambini andati a vedere una partita di pallone, notizia che si commenta da sola e come tante altre simili mi dispiacciono profondamente, perché sono il simbolo della stupidità e della crudeltà umana che non hanno epoca e non hanno confini.

Di contrappeso ci viene proposta stamattina una tipica notizia nazional-popolare che ha il sapore della Guerra Fredda e della lotta tra agenzie spaziali: i russi di Roskosmos vogliono salvare il mondo, anche se non sanno come.

Ma de che stanno a parlà?
Siccome je pareva brutto ddì che i maya c'aveveno raggione, se so annati a scartabbellà l'astri pe trovà armeno un pericolo...

Ebbene sì, ai più era segreto, ma alla fine, in un momento in cui i Men-in-black erano distratti a mangiare un hot dog al chiosco fuori dell'Area 51, la Roskosmos e la NASA si sono presentate alle Nazioni Unite ed hanno bellamente chiesto l'intervento ONU affinché gli Stati si diano una mossa e trovino un modo per allontanare l'asteroide Apòfi dalla Terra, oppure domenica 13 aprile 2036 (Pasqua) cadrà e farà un cratere di 4 Km portandoci praticamente all'estinzione.
Sta ceppa!!!

La Repubblica la butta là: suvvia, che sarà mai, c'è Compagno Anatolj Perminov che ci para le chiappe e la trova lui la soluzione (ma niente atomica che costa troppo e poi inquina...).

Vi domanderete, ma da dove cacchio sbuca fuori 'mo un'asteroide così pericoloso?
La risposta indovinate dove la trovate? Ma sulla Wikipedia ovviamente! Dove se no?

Il nome scientifico completo è 99942 Apophis ed originalmente venne chiamato col nome provvisorio di 2004 NM4: fu scoperto dalla NASA appunto nel 2004 e venne da subito tenuto sotto osservazione, appartenendo appunto ad un gruppo di asteroidi che orbitano davvero molto vicini al nostro pianeta. La traiettoria di Apophis, nel corso degli anni ha subito varie analisi ed è stata più volte calcolata: per queste cose, come per i terremoti, esiste una vera e propria scala di pericolo basata sulle probabilità matematiche di imapatto con la terra, detta Scala Torino.
Il punto è che questo grosso pietrone per alcuni anni è stato uno degli unici due oggetti astronomici al livello 1 della scala, posto che il livello 0 è quello che non desta pericolo, mentre tutti gli altri comportano un certo rischio d'impatto con la Terra.

Nell'agosto del 2006, due anni dopo la sua scoperta, ulteriori calcoli di NASA ed ESA stabilirono che le possibilità di un impatto erano di 1 a 400.000 e che quindi si poteva far rientrare Apophis al livello 0 della Scala Torino. Quindi in teoria non c'è alcun pericolo.

Ma tra la teoria e la pratica ce ne corre e l'esimio Nico Marquardt di Postdam, Germania, con l'ausilio del telescopio dell'Istituto di Astrofisica di Potsdam (AIP) "ha ipotizzato che, durante il passaggio ravvicinato di Apophis che avverrà alle ore 22:45 di venerdì 13 aprile del 2029, i satelliti artificiali in orbita geostazionaria possano perturbarne la traiettoria, aumentando decisamente le probabilità di collisione nel secondo passaggio del 13 aprile del 2036." (fonte Wikipedia).
Sorvolando sul fatto che l'esimio germanico in questione nel 2008 quando avvisò il mondo teneva appena 13 anni, tutti si sono affrettati a confutarne i calcoli (che non si sa mai, c'avesse preso) e si stabilì che il rischio c'era se Apophis centrava in pieno un satellite.

CONSIDERAZIONI
a) Se il rischio non c'è perché la NASA e la Roskosmos rompono gli zebbedei con 'sta pietra e ne vogliono deviare la traiettoria?

b) Che se lo intascano a fare gli astronomi di NASA ed ESA uno stipendio se poi devono andare a confutare i calcoli di un 13 tedesco che accede per hobby ad un telescopio non proprio recentissimo (e magari c'ha pure preso!!!)?

c) Come contano di deviare un asteroide che fin'ora gli scienziati, nei documentari, hanno proposto solo teorie assurde come vele solari e retrorazzi (gli manca la telecinesi...)?

POSSIBILI RISPOSTE
1) Il rischio c'è e la NASA e la Roskosmos si sono accorti che i loro astronomi sono solo vagamente meno bravi di un tredicenne delle medie tedesche: lode ai programmi educativi del Ministero delle Pubblica Istruzione teutonico! In virtù della fortuna avuta che Nico non se ne è accorto da laureato, bisogna davvero sedersi in fretta intorno ad un tavolo ed individuare una soluzione, perché il 2036 non è mica tanto lontano.

2) Ce stanno a fregà. Ora, non volevo essere così brutale, ma sono italiano e lo sapete com'è con noi italiani, siamo spesso increduli e tendiamo ad avere paranoie sull'onestà degli Enti Pubblici. I russi hanno notoriamente le pezze al culo (scusate il francesismo) e la NASA è quell'ente che si fa rimborsare le matite come se le comprasse fatte d'oro puro: ergo ce stanno a fregà. Vogliono buttare in un'impresa inutile un fracco e mezzo di soldi (nostri) per deviare un pietrone che non cadrebbe mai sulla Terra e con la fortuna che abbiamo, grazie a questo intervento ci casca davvero in testa...

3) Nun ce stanno a fregà proprio del tutto, ma solo un pochetto. Nel senso che l'occasione fa l'uomo ladro e visto che giust'appunto c'è davvero il rischio che Apophis ci prenda in pieno si premuniscono spendendo cifre allucinanti per evitare il problema. Se l'asteroide ci prende di striscio, scampato il pericolo apofitico, ci tengono sul chi vive perché, ovviamente, c'è l'alternativa con l'unico altro asteroide che sta al livello 1 della Scala Torino: 2007 VK184 che dovrebbe fare capolino nel 2056... così ottengono fondi per quarant'anni!

Vi lascio con una possibile soluzione enunciata da un grande scienziato degli anni '60:

mercoledì 30 dicembre 2009

Un italico saluto all'anno vecchio, uno scaramantico saluto a quello nuovo...


Questo mese di dicembre è stato, per quanto riguarda i miei blog, pieno di pensieri, nel senso che ho immaginato molti post, ne ho abbozzati la metà, ho tenuto la metà delle bozze e di queste ne ho pubblicate solo la metà... va da se che essendo la verità nel mezzo, ho scritto poco.

Va altresì ammesso che di fatti strani, curiosi, eclatanti ed anche drammatici ne sono successi tanti e di alcuni ho anche scritto, scegliendo alla fine alcuni argomenti forse più curiosi che drammatici od importanti. Di sicuro non ho scritto di politica, anche perché le statistiche parlano chiaro: il 50% di chi scrive di politica lo fa in maniera sbagliata... per l'altro 50%. Siccome non ho voglia di stare a spiegare troppo il mio personale pensiero politico e siccome non sopporto quando qualcuno cerca di spiegarmi quello che penso senza farmelo capire, mi astengo e vado tranquillo e trincerandomi dietro un neutralissimo "sono liberale" che oggi come oggi può voler dire che sei di destra, ma hai la tessera della CGIL e poi voti Pannella (e canti "Ohi, Maria, ti voglio"...) riesco a parlare con tutti senza incorrere in diatribe estenuanti su chi ha ragione e chi torto.

Alla fine Er Mozzichetto si è specializzato in curiosità e strampalerie, avvolte solo italiane, ma anche all'Estero non scherzano mica, tra europei settentrionali bislacchi ed asiatici megalomani, le beghe di casa nostra hanno sempre un certo retrogusto amarognolo.

Fortuna che a scrivere su Er Mozzichetto non sono solo: tra Marista che a volte ci propone argomenti più seri per aprirci gli occhi sulle incongruenze che ci raccontano, o Francesca che ci solleva il morale con articoli scientifici che qualche spiraglio di luce ce lo fanno vedere, le notizie assurde sulla signora Giovanna o sulle quote rosa tarantine o sui premi per la pace dati ai capi di nazioni in guerra, anche il 2009 volge al termine.

Nell'ordine sappiamo già come inizierà il 2010:
  1. bollettino di guerra sui feriti a Napoli durante l'annuale gara del pirotecnico amatoriale;
  2. bollettino di guerra sui morti in Iraq, Iran ed Afghanistan;
  3. bollettino medico sulla salute di Berlusconi;
  4. bollettino psichiatrico sulla salute dei vari lanciatori di riproduzioni di duomi, spintonatori di papi e dinamitardi medio-orientali;
  5. bollettino sul triangolare di calcio a 5 Centrodestra-Centrocentro-Centosinistra (arbitra il Signor Gruppomisto con guardialinee i signori Destradestra e Sinistrasinistra...);
  6. bollettino sulle menate di riempimento (soubrettine, magnati e magnaccia di vario tipo e calibro).
Consapevoli che fino al 4 di gennaio non succederà assolutamente altro, segnalo fin da subito una telematica novità: dopo che perfino Sua Santità s'è dotato di un canale su YouTube, è di oggi la notizia che anche il nostro Presidente della Repubblica non vuole essere da meno e quest'anno avremo sul Tubo il messaggio di fine anno della Presidenza da poter vedere e rivedere per apprendere meglio le capacità di equilibrismo politico di chi scrive il messaggio di fine d'anno di tutti i Presidenti della Repubblica dal 1948 ad oggi...

Ora capite perché ci si ubriaca come pazzi a Capodanno? Perché così il giorno dopo hai talmente tanto malditesta che non guardi la TV.

Ed i propositi per l'anno nuovo per Er Mozzichetto? Non li conosco: tranne quello di scrivere più post, più divertenti e più sferzanti.
Soprattutto visto il successo riscosso dalla guida alla costruzione del presepe, sto raccogliendo alcune informazioni per un fai-da-te più utile (non i bucatini, ma qualcosa di inerente ai risparmi economici ed all'ecologia!).

All'anno prossimo e mi raccomando: non fate quello che io non farei (bella frase d'impatto che di solito non vuol dire nulla...)!!!

giovedì 24 dicembre 2009

Gli auguri der mozzichetto!!

Auguri nel senso di Buon Natale e Felice Anno Nuovo e non di osservatori di voli di uccelli... ma a proposito di pennuti... in uno dei miei siti e canali YouTube preferiti ho trovato un filmato che unisce la neve ed i pennuti... meglio di mille cartoline ed aforismi:

venerdì 18 dicembre 2009

Piscina Mirabilis: viva la signora Giovanna!!!


Questa storia non la sapevo e l'ho scoperta pochi minuti fa vedendo l'ultima puntata di Mi Manda Rai Tre: a Bacoli (NA) c'è un'antica cisterna romana, la più grande e meglio conservata al mondo, chiamata Piscina Mirabile.

La struttura, eccezionale e bellissima, ha anche una grande importanza storica, archeologica ed architettonica: era usata per raccogliere l'acqua potabile per gli equipaggi dell'intera flotta imperiale romana che era stanziata proprio nel porto lì vicino. La cornice in cui si trova è altrettanto "mirabile" ed è uno di quei siti che sarebbe proprio bello andare a vedere.
Proprio sul visitare il reperto in oggetto sta l'italico arcano. Mi spiego: la Piscina Mirabile sarebbe sotto la responsabilità della locale Intendenza Archeologica della Campania che però ha i forzieri vagamente vuoti e quindi non può occuparsene, ne gestire il sito o le visite. Così risolve il problema con un sistema decisamente partenopeo e visto che lì da presso ci sono delle abitazioni, anni fa chiese ad una signora se era disponibile a fargli il favore di tenere le chiavi, dare uno squardo al monumento ed ogni tanto avere la grazia di far entrare qualche turista (che probabilmente erano stimati in pochi visitatori l'anno). Se i turisti allungavano qualche mancetta, la signora poteva intascarle senza problemi e senza dir niente a nessuno.

Ecco ottenuto un bel custode "a gratis" che, magari da pure una spazzatina all'androne ogni tre per due...
Per anni non se ne è accorto nessuno e chiunque avesse avuto la brillante idea di scoprire come visitare la cisterna si sarebbe sentito rispondere che bisognava sperare che la signora Giovanna (questo il nome della custode improvvisata) fosse in casa. La signora, gentilissima, parla solo napoletano stretto e nel caso di uno straniero non si scompone e sa come interagire (anche perché un tedesco o un giapponese davanti a casa sua non ci stanno mica per il ragù o i babà, ci vanno per la cisterna... si va pure per esclusione, no?).

Un bel dì, un noto giornalista di Rai Tre si trova in quel di Bacoli e negli uffici della Sovrintendenza ti becca un bell' opuscolo.

E qui la storia si fa da napoletana ad italica: i sovrintendenti è vero che la Piscina nun se la fumano de pezza come si dice dalle mie parti, ma la usano abbondantemente per pubblicizzare Bacoli e dintorni. Il giornalista si sente ovviamente dire che deve telefonare alla signora Giovanna, sperare che non abbia niente da fare, ed individuare con un bastone da rabdomante l'abitazione della suddetta signora che lo introdurrà nella Mirabilis: dopo qualche tentativo e qualche domanda in giro (dalle facce dei cittadini di Bacoli scaturiva una certa compassione...), finalmente la cara e gentile signora viene individuata e il buon giornalista si ritrova con le chiavi del cancello del reperto archeologico in mano (ed a Roma ti rompono le scatole se provi ad entrare ai Fori senza passare per la biglietteria... filantropici vigili urbani...).

Trasmesso il tutto in TV v'immaginerete il putiferio: era colpa di un'improvvida congiunzione di Marte con Venere durante un festino in casa di Saturno e per colpa di quell'infame del pianeta Mercurio, sempre troppo appiccicato al Sole per borseggiarlo con destrezza, i sovrintendenti, distratti dagli astri, s'erano vagamente scordati della signora Giovanna.
La Regione risolve il tutto, e visto che si è fatta assegnare 5 milioni di euro dall'Unione Europea per fare promozione pubblicitaria turistica, pensa bene di dare una bella lezione ai sovrintendenti: altro che opuscolo! La Piscina la usiamo per girarci un bello spot sulla Campania con tanto di bella gnoccolona in abito da sera che ci passeggia languidamente dentro!
Inviano il regista dalla signora Giovanna (insieme alla modella, s'intende... almeno questo alla signora non hanno avuto il coraggio di chiederglielo...) girano un bel carosello con sgarambole mozzafiato che si muovo tra vicoli, monumenti e ruderi come se stessero sfilando per Valentino o per le pubblicità di Chanel o di qualche gioiello.



Che cambia dopo? Indovinate un po'?
Cambia che la volta dopo, quando a distanza di qualche mese i giornalisti di Rai Tre vogliono andare a vedere la situazione a Bacoli, devono comunque cercare la signora Giovanna e devono farsi dare le chiavi per entrare alla Piscina, ma (e qui la grande novità!) non possono fare riprese dentro la Mirabilis senza il consenso della Sovrintendenza!
Viva l'Italia, che più bella non c'è!!!
Risolto tutto! Occhio (elettronico) non vede, sovrintendente non duole... Ci manca un'altro cazziatone dell'Assessorato Regionale ai Beni Culturali, che poi magari da un'altra lezione girando un documentario, invece che uno spot!!!

Ma a Mi Manda Rai Tre qualcuno sarà arrivato per spiegare la situazione? Orpole! A pochi mesi dalle elezioni regionali è un miracolo che non è comparso San Gennaro a spiegare tutto!!!
L'Assessore ai Beni Culturali della Regione è venuto e spiega, nell'ordine, che
  • la giunta ha fatto miracoli,
  • ha speso milioni di euro in restauri e nella costituzione di musei,
  • che è tutta colpa dello Stato (alias Governo che è del partito avverso a quello della giunta campana, alias Berlusconi, perché tanto è sempre colpa sua) che non investe fondi a sufficienza per la manutenzione e per la gestione,
  • che la situazione è contingente (scusa generica valida in qualunque occasione...),
  • che loro hanno trovato il modo di farsi assegnare la Piscina Mirabilis e che tra poco la gestiranno loro...
ALT! Qui il sovrintendente è svenuto ed ha lanciato una maledizione contro Rai Tre...

E la signora Giovanna? Beh, poverina, anche lei ad un certo punto dovrà pure andarsene in pensione, dopo tanti anni di onorato servizio gratuito. Come risolvere il problema? Facile: la nipote è disponibile ad accollarsi la responsabilità delle chiavi del cancello...
Embeh? Mica è un lavoro: è volontariato e nulla impedisce di dare in "eredità" il desiderio volontario di fornire un servizio gratuito alla collettività!

Ma davvero queste signore stanno lì solo per spirito civico ed ovviamente (ed aggiungo anche giustamente visto la spilorceria pubblica) per le poche mance che riescono ad alzare? Secondo la Sovrintendenza e l'Assessore la signora Giovanna da un po' (non dicono da quando...) percepisce uno stipendio come custode... salvo poi scoprire che lo stipendio in questione (se effettivamente conferito...) ammonta all'invidiabile cifra di euro 400,00 al mese...

Cosa ci dicono gli auguri osservando il "volo" delle galline nell'aia di casa? Che tra poco monteranno un casotto di biglietti davanti alla Piscina Mirabilis e che forse, con l'intercessione di San Gennaro, la nipote della Signora Giovanna percepirà un assegno di 400 euro al mese per staccare biglietti, aprire il cancello e spazzare l'androne 4 ore al giorno 4 o 5 giorni la settimana e qualche oretta in più quando c'è bel tempo.
Ringrazi la nipote la signora Giovanna che in un epoca difficile come la nostra forse è riuscita a fargli trovar lavoro a mezza giornata, s'intaschi le mance, continui ad essere gentile anche lei perché intascherà mance più alte che se sarà scontrosa e soprattutto non spenda soldi inutilmente in corsi di lingua: tanto un giapponese da lei può volere solo una cosa... vedere la Piscina Mirabilis.

Viva la signora Giovanna e la sua sancrosanta pazienza.